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La follia dei microchip nel cervello: conseguenze psicologiche, praniche e spirituali

Ci sono stati numerosi esperimenti nel mondo per inserire i microchip nel cervello. Ufficialmente, dicono, aiuterà la medicina e consentirà ai paralizzati di camminare, ai ciechi di vedere, ai sordi di sentire. La tecnologia diventerà Dio e farà miracoli. Ma è proprio così? In questo articolo elencherò alcuni studi e le possibili conseguenze nefaste sul piano psicologico, economico ed energetico-spirituale. Ne parlo nel mio libro più importante “Atmo Dinkar e il segreto del tesoro interiore“, citando la profezia dell’Alleato della Luce sul futuro del computer entro il 2.080 dopo Cristo (QUI puoi approfondire).

Prendo spunto da una notizia recente: ad aprile 2017 l’uomo d’affari Elon Musk ha dichiarato che entro 4 anni (cioè entro il 2021) sarà operativa una interfaccia mente-computer con microchip inseriti nel cervello. Questi geni della finanzia non vedono, però, il lato oscuro di questo risultato e non comprendono che la natura è già perfetta. Ha creato già un cervello perfetto e non c’è nessun bisogno di potenziarlo o gestirlo con microchip connessi a schermi computerizzati. Sarà proprio questa “follia” che porterà al Collasso la Civiltà degli Schermi e della Finanza. Il processo inizierà nel 2020 (un anno prima secondo i piani di Musk per la diffusione dei dispositivi di connessione mente-cervello-macchine) e culminerà nel 2.080 attraverso varie crisi della civiltà tecnologica ed economica. Quando l’uomo vuole sostituirsi a Dio e modificare le sue perfezioni allora storicamente accade sempre un Reset naturale. L’Universo interviene per ristabilire il SUO equilibrio. E’ già successo ai tempi di Atlantide, quando l’uomo arrogante aveva raggiunto un tale livello di conoscenza tecnologica ed energetica che tentò di modificare alcune parametri del pianeta Terra e provocò un diluvio e una catena di tremendi terremoti che inabissò il continente che esisteva dove oggi c’è il Mar Atlantico.

Si inizia a parare di connessione mente-computer intorno al 1998. I primi testi scientifici risalgono all’anno 2000 (ad esempio il libro”Molecular functionalization of carbon nanotubes and use as substrates for neuronal growth“, Mattson MP, Haddon RC, Rao AM.). Il termine usato all’epoca era “Brain Interface System” (sistema di interfaccia con il cervello), ma in realtà gli studi iniziali e la fattibilità di questa connessione ibidra cervello-calcolatore  avvengono in ambito militare, in America, per arrivare a telecomandare col la mente aerei da combattimento e mezzi d’assalto (infatti i primi esperimenti furono effettuati proprio in ambito aeronautico, testando un dispositivo che manovrasse con la fora del pensiero un caccia militare in caso di ferita del pilota).

Da allora si è passati dalla teoria ai fatti. In che senso? Hanno GIA’ INSTALLATO nel cervello di alcuni volontari piccoli microchip in grado di muovere arti paralizzati, spostare oggetti, riattivare occhi ciechi, muovere arti bionici in soggetti amputati. Sì, lo hanno già fatto. E se continui a leggere questo articolo lo vedrai con i tuoi occhi.

Nature
uomo con braccia amputate

Enzo Di Frenna
 

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A WordPress Commenter - 13 ottobre 2016

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