IL MIO PERCORSO INTERIORE

Appena adolescente ho iniziato a interessarmi di ricerca interiore. A 15 anni comprai un mazzo di tarocchi egiziani e iniziai a predire il futuro ai compagni di classe. Ero bravo e ricevevo continue richieste. Mi accorsi, però, che alcuni coetanei si facevano condizionare da quello che dicevo (e vedevo) a proposito della loro vita. Inoltre ero infastidito dall’innescare un processo di dipendenza e non ritenevo corretto condizionare la loro libertà di scelta.

Così smisi.

Ma il mio interesse per il mistero si era acceso come una fiamma. Quindi iniziai a leggere libri sulla spiritualità dell’Antico Egitto. Poi a 18 anni un amico di scuola mi chiese di accompagnarlo ad un corso di filosofia comparata d’Oriente e Occidente organizzato dall’associazione culturale Nuova Acropoli. In realtà, si trattava di una società teosofica camuffata (ma all’epoca non lo sapevo). Il suo fondatore, Jorge Angel Livraga, aveva frequentato per anni gli ambienti teosofici e ricevette dal suo maestro l’incarico di fondare una associazione internazionale che potesse divulgare in chiave moderna il messaggio teosofico ai giovani. Quel maestro era Sri Ram, uno dei presidenti della Società Teosofica.

La mia prima percezione extrasensoriale spontanea (avevo 18 anni). 

Fu proprio presso la sede napoletana di quella associazione neo-teosofica che ebbi la prima esperienza di chiaroveggenza e percezione extrasensoriale spontanea. Una mia amica di scuola, Tania, all’epoca molto lontana dagli interessi spirituali ed invece  vicina alla politica della sinistra rivoluzionaria, decise di farmi una sorpresa. Raggiunse la sede di Nuova Acropoli e suonò il campanello.
In quel momento io ero vicino alla porta e andai ad aprire. Nell’istante in cui toccai il pomello nella mia mente l’immagine della porta si fuse come fosse metallo liquido e si formò un buco al centro, attraverso cui “vidi” chi c’era  oltre la porta. Era la mia amica Tania. Rimasi alcuni istanti pietrificato. Poi fui costretto ad  aprire perché qualcuno insisteva a suonare il campanello.
Quando finalmente avviai l’apertura della porta con mia profonda sorpresa constatai che era proprio lei! Negli anni  successivi le mie esperienze di chiaroveggenza spontanea sono accadute molte altre volte, ma non è questa la sede per parlarne (e non rispondo a domande, a meno che non sia io a decidere di parlarne). In realtà, mio nonno materno era un chiaroveggente e credo di aver ereditato le sue facoltà.  Il suo nome era Raffaele, era un operaio metalmeccanico e comunicava abitualmente con le anime dei defunti (che in molte circostanze lo hanno aiutato in situazioni difficili). Tutte le sorelle di mia madre sanno della chiaroveggenza del nonno e mia madre stessa ha sporadiche percezioni extrasensoriali. Il clan della mia famiglia materna è molto forte e ha una radice solida.

Jorge Angel Livraga e l’ambiente teosofico di Sri Ram.  

Il fondatore di Nuova acropoli, Jorge Angel Livraga (che chiamavamo Jal), aveva molti talenti: era un chiaroveggente dotato di una tremenda forza di volontà e nel suo libro “Ankor il discepolo” racconta le memorie di una sua precedente incarnazione atlantidea. Era anche uno dei pochi uomini al mondo ad aver osservato e studiato da vicino gli spiriti della Natura (gnomi, elfi, salamandre, fate e altri esseri astrali) e la sua esperienza l’aveva raccontata nel libro “Spiriti di Natura”. Chi studia i mondi paralleli sa che esistono altre forme di esseri e Jal aveva lasciato una traccia teosofica molto accurata su questi mondi. Ho trascorso con lui una bella  giornata all’interno del Castel dell’Ovo a Napoli imparando come funzionano e comunicano gli Spiriti di Natura. Poi l’ho incontrato in alcune circostanze e si è sempre ricordato che ero uno “periodista” (giornalista) come lui. Allo stesso tempo, oggi, dopo tanti anni, posso dire che Jal ha fallito il compito che gli era stato dato. La sua organizzazione internazionale aveva lentamente assunto una forte connotazione settaria e aveva sviluppato modalità organizzative di destra venute alla luce dopo l’uscita di alcuni membri di spicco, tra cui Miguel Martinez, che di recente ha raccontato la sua esperienza sul suo blog Kebelek.

Dopo pochi anni anche io sono uscito  da Nuova Acropoli ma quella esperienza mi ha messo in contatto con la letteratura teosofica di Helena Petrovna Blavatsky e con i vari teosofi di spicco che l’hanno aiutata.

Fu allora, appena ventenne, che seppi dell’esistenza della Gerarchia Bianca.

La teosofia è stata quindi una presenza costante nella mia vita. Tutti gli incontri casuali che ho fatto negli anni successivi mi spingevano ad approfondire quella tradizione.

L’incontro con Livio Vinardi e la Quarta Via. 

A 22 anni un collega giornalista mi invitò a partecipare ai corsi di Livio Vinardi, ma non sapevo che fosse un chiaroveggente italo-argentino. Aveva scritto libri sull’aura vitale e i chakra. Partecipai ai suoi ritiri nei boschi e mi sottopose ad esercizi assurdi e più volte sconvolse la mia logica.
Una notte mi fece svegliare alle tre di notte e mentre alcuni assistenti mi tenevano fermo mi chiese di bere tutto di un fiato un liquido bianco che sembrava acqua. Era invece pura vodka e non avevo mai bevuto alcolici! Fu uno shock.
Ma  allo stesso tempo feci una scoperta interessante sulle mie risorse nascoste. Appena i suoi assistenti mi lasciarono libero, iniziai a muovere le mani come se conoscessi una antica arte marziale e in pochi istanti riconquistai la lucidità mentale. Furono gesti istintivi e non sapevo cosa stavo facendo in realtà. E neppure sapevo come avevo fatto a neutralizzare gli effetti dell’alcol! Mi resi conto, quindi, che dentro di noi esistono potenzialità latenti, proprio come insegnavano i primi teosofi.

Anche Vinardi parlava spesso di teosofia e dei libri di Blavastky. Ed aveva conosciuto Jal e Sri Ram. Me ne parlò un pomeriggio mentre pranzava in un ristorante nell’isola di Ischia. Conosceva effettivamente molti dettagli della storia di Jal e raccontò di alcuni incontri in cui c’era lui, Livraga Rizzi e Sri Ram. E siccome parlava bene di Jal gli feci una domanda su Nuova Acropoli, ma mi sconvolse con una risposta assurda. Quella riposta l’ho compresa solo molti anni dopo, quando ho approfondito il metodo che Vinardi seguiva: cioè la Quarta Via di Gurdijef. È un sentiero guerriero che accresce la consapevolezza attraverso la distruzione delle credenze meccaniche.

Poi anche questa esperienza si concluse.

Il tipografo dei libri di Alice Bailey e il Tibetano.

Era il 1992 e vivevo un periodo turbolento sul piano personale per una separazione affettiva che mi segnò molto in quel periodo. E ancora una volta, fu un’amica a guidarmi verso il sentiero teosofico. Mi invitò a partecipare agli incontri di un tipografo slavo che viveva a Vitinia. Si chiamava Giovanni Garbin. Quando entrai nel suo locale, tra macchine di stampa offset, c’erano centinaia di libri con la copertina blu.
Erano i libri di Alice Bailey. Il tipografo li stampava per un importante editore italiano ed egli stesso, quando finiva di lavorare alle rotative, organizzava incontri in cui parla del Maestro Tibetano. Cioè uno dei membri della Gerarchia Bianca. In realtà lo stampatore slavo aveva seri problemi psichici. Arrivò al punto da dire ai suoi adepti che era imminente un frattura planetaria e bisognava costruire placche di acciaio da posizionare sotto le scarpe per difendersi dal magma! Quando gli contestai le sue assurdità mi disse che avevo pochi mesi di vita.
Allora organizzai un tranello psicologico molto divertente e pericoloso. Questa esperienza la racconto nel mio libro “Atmo Dinkar e il segreto del tesoro interiore“.

Grazie a quel tipografo pazzo ho comunque conosciuto la saggezza dei libri del Tibetano e iniziai ad approfondire ulteriormente l’insegnamento teosofico.

Gli anni di Danza Movimento Terapia di impronta reichiana.

Nel 1993 un’amica mi invitò a partecipare a  un seminario di danza movimento terapia di impronta rechiana. Si trattava del metodo Itza Movement Training, fondato dallo psicologo e psicoterapeuta uruguaiano Norberto Silva itza, con cui ho lavorato personalmente in diverse circostanze e di lui mi colpirono tre cose: l’elevata sensibilità nel cogliere i veri messaggi nella comunicazione di un individuo, la natura artistica e sciamanica del suo metodo terapeutico, la sensitività che aveva nel captare i segnali nell’ambiente che lo circondava e l’abilità nel gestirli con pieno predominio. .

Il lavoro di Norberto (che noi allievi chiamavamo Teo) era un percorso di consapevolezza dell’unità psico corporea  che valorizza la necessità di esprimere le emozioni, utilizza il piacere come energia vitale primaria per ritrovare l’equilibrio e il benessere. Il suo lavoro aveva quindi  una forte connotazione reichiana (da Wihelm Reich).

L’esperienza con l’Itza Movement Training durò cinque anni e mi stimolò a studiare le molte tecniche di psicologia
che sono alla base della comunicazione umana. Tra queste ha avuto un ruolo rilevante la Programmazione Neurolinguistica fondata dallo psicologo Richard Bandler e il linguista Jhon Grinder. Mi ha aiutato a capire che siamo esseri programmati e i nostri comportamenti rispondono alle sollecitazioni di ‘software’ neuro emotivi.
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L’incontro casuale con Master Choa e il Pranic Healing.

Ancora una volta, come spesso accade nella mia vita, qualcuno mi guida verso qualcuno. Nel 1993 lavoravo presso il settimanale L’Europeo (Gruppo Rizzoli) e una collega giornalista (il suo nome è Fiamma) mi chiese se potevo sostituirla per una intervista che doveva uscire nella sua rubrica di salute e benessere. Lei era in partenza per New York e non aveva il tempo necessario. Mi disse di fissare un appuntamento con il presidente di Pranic Healing Italia: Roberto Zamperini.

Quando lo incontrai gli chiesi subito cosa fosse il Pranic Healing. E lui rispose: «Invece di spiegartelo, te lo faccio vedere in pratica». Iniziò a muovere le mani nell’aria in modo strano e mi disse quali erano le mie abilità, mi descrisse i miei limiti e indicò i punti esatto del mio corpo dove avevo avuto problemi salute. Rimasi stupito e accolsi il suo invito a partecipare a un incontro di Pranic Healing che si sarebbe tenuto alcune settimane dopo, tenuto dal fondatore Choa Kok Sui.

L’incontro con queste due persone ha significato un salto evolutivo. La mia chiaroveggenza occasionale si è incanalata nello sviluppo del Sesto Senso e oggi “vedo” normalmente l’energia intorno a persone e cose, come voi vedete il sole al tramonto.

Master Choa era un uomo semplice e buono. Aveva ricevuto l’incarico di diffondere la guarigione pranica dai suoi Maestri Illuminati e molte cose del suo lavoro sono in relazione al sentiero teosofico di Alice Bailey. Il principio base del Pranic Healing è “il pensiero segue l’energia” e questo concetto – cioè questa specifica frase – si trova nei libri del Tibetano. Lo stesso Choa insegnava la Grande Invocazione che si trova nei libri di Bailey.

Quindi, ancora una volta, seguivo le tracce di un  Sentiero.

Il primo giornale New Age (a 27 anni) e la prima azienda editoriale.

A 27 anni ho fondato la mia azienda editoriale New Age Communication (logo foto sopra). Pubblicavo la rivista New Age Appuntamenti e iniziai ad avere anche successo. Un editore discografico infatti notò il mio giornale e mi propose di allegare un cd di musiche new age e allo stesso tempo finanziò la stampa a colori e la diffusione nazionale nelle edicole. In quel periodo ho conosciuto e praticato molte tecniche olistiche perchè associazioni e operatori mi invitano a partecipare gratis, in qualità di direttore della rivista.
Ho visto e sentito cose assurde, vendute in nome di una presunta spiritualità. Il mercato new age stava diventando un grande circo in cui ognuno si metteva in mostra e ho incontrato molti manipolatori di energie sottili che facevano seri danni in gruppi e seminari a cui aderivano centinaia di persone.

Nel pieno del mio successo editoriale qualcuno favorì l’interruzione di quella esperienza. La rivista concorrente New Age Musica & Sounds mi denunciò in tribunale con accuse assurde sostenendo che il termine “new age” fosse un marchio di sua proprietà.

La vicenda finì in tribunale e mi difesi da solo con una memoria di 200 pagine (il mio avvocato non sapeva nulla di new age) che portò a una sentenza storica: il termine New Age non era  un marchio! La parola infatti identificava un genere musicale (come il rock) e chiunque poteva usarlo. Quindi vinsi la battaglia legale. Ma quella sfida mi costò molto. Il discografico (anche lui denunciato) decise di non proseguire la nostra collaborazione. Così continuai a pubblicare da solo la rivista per un certo periodo, ma alla fine dovetti arrendermi perché mi ero indebitato con la banche.

Questa esperienza segnò il mio allontanamento dal circo new age.

Il Maestro dell’Oceano e il nuovo nome che giunse dall’India.

Mentre mi avviavo a chiudere la mia rivista new age ho conosciuto una donna che mi propose di chiedere un nome sannyasin. Gli dissi di sì, ma era un gioco. Lei compilò una lettera e la spedì a Poona, in India. Dopo qualche mese mi arrivò una busta e dentro c’era il nome sannyasin che mi fu assegnato. Atmo Dinkar. Significa “la massima realizzazione interiore del Sole“.
I sannyasin sono i discepoli di Osho, un maestro indiano controverso, intelligente, speciale. In quel periodo iniziai a leggere i suoi libri, senza però mai frequentare l’ambiente dei sannyasin.

Il nome Atmo Dnkar ho iniziato a usarlo nel 2012 quando è diventato il mio avatar. Mi piace ripetere che Dinkar è la manifestazione digitale della mia anima reale.

E Osho è il mio maestro dell’Oceano.
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Il mio periodo buio, i Servitori dell’Oscuro, la Madre Celeste e Orazio.

Pochi mesi dopo l’arrivo di Atmo Dinkar è iniziato per me un periodo buio. Sono caduto in una trappola. Ho avuto una ‘visione’ che poteva aiutare un’anima  delicata a risolvere gravi problemi che riguardavano ricchezze finanziarie che volevano rubarle. Purtroppo quella ‘visione’ è finita nelle mani sbagliate e nell’ombra si sono mossi i serpenti Servitori dell’Oscuro che mi hanno attaccato con i loro incantesimi utilizzando le nuove tecnologie (un telefono cellulare e internet). È una novità nella storia millenaria della stregoneria.

Non parlo volentieri di questa esperienza.

Posso solo dire che mi hanno salvato due cose: la mia volontà guerriera e alcuni alleati della luce che mi hanno soccorso. In chiave simbolica ho raccontato questo periodo di lotta contro il Male nel mio libro “Atmo Dinkar e il segreto del tesoro interiore“.

Alla fine sono riuscito a vincere i Servitori dell’Oscuro. Ma sono stato costretto, come il giovane Harry Potter, a studiare Magia Solare per sapermi difendermi dai numerosi Voldemort che ci sono in giro.
Uno dei più formidabili alleati della luce che mi hanno aiutato nella battaglia è un vecchietto umile e molto devoto della Madonna di Lourdes. Il suo nome è Orazio Lacerra. Era una formidabile chiaroveggente. E aveva un dono speciale. Pochi giorni prima di morire all’età quasi di 90 anni gli ho promesso che avrei raccontato la sua storia straordinaria in un libro.  In realtà, è stato lui a scegliermi. Un anno prima di ammalarsi ebbe una ‘visione’ e la Madre Celeste gli indicò che poteva affidare a me la sua storia.

Questo libro si chiama “Il dono di Orazio” (vedi la mia sezione LIBRI) e all’interno racconto anche la mia battaglia contro i Servitori dell’Oscuro.

Orazio Lacerra in realtà vive ancora. E il nostro rapporto non si è interrotto. Durante tutta la sua vita ha viaggiato nelle dimensioni astrali e ha risolto casi impossibili (da lui sono andati perfino preti e vescovi) e in 40 anni ha aiutato migliaia di anime a liberarsi da pesanti catene. Quindi lui sapeva perfettamente che esiste un aldilà.
Il suo dono gli fu conferito dalla Madonna di Lourdes mentre lui era in coma, in seguito a un grave intervento chirurgico. Quando la la sua anima stava quasi per entrare in cielo la Madre Divina gli affidò un compito e gli disse: “Ti affido questo dono. Sei pronto a tornare indietro?“.
Lui accettò e da quel momento ha fatto cose prodigiose. Si è sempre tenuto lontano dal clamore e non ha mai chiesto compensi. Fu Angelo Fiorini, un istruttore di Pranic Healing, a farmi conoscere Orazio. Il filo invisibile e misterioso dell’energia mi guidava verso il Cristo e la preghiera.
In quel periodo conobbi anche altri alleati della luce che mi aiutarono. Uno di questi è don Michele Bianco (qui il video) rettore del Santuario di San Ciriaco, esorcista ed esponete del Movimento RNS (Rinnovamento dello Spirito Santo) con il carisma della veggenza, e nemico giurato di maghi neri e fattucchieri. Anche lui mi scelse per raccontare in un libro la sua storia.

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Cristo e Buddha, la mia vita oggi.

La sintesi del mio percorso interiore è il Cristo e il Buddha.
Amore e cuore. Consapevolezza e silenzio.
L’incontro di Primo e Secondo Raggio.

Sono due energie fondamentali per contrastare l’incantesimo degli schermi e riconnettersi alla propria anima.