La mia Onlus

Nel 2007 ho fondato Netdipendenza Onlus, la prima associazione no profit europea che si occupa di prevenzione delle VideoDipendenze, TecnoStress e Sovraccarico Informativo.
Era talmente unica come associazione (e innovativa) che accadde un fatto curioso. Quando depositai i documenti presso l’Anagrafe unica delle Onlus presso l’Agenzia delle Entrate,il direttore del dipartimento bocciò l’iscrizione della mia Onlus. Chiesi allora un appuntamento con lui e, avendo intuito il motivo, portai con me un dossier di studi medici e scientifici sui danni alla salute provocati dalle videodipendenze. Quando infatti mi spiegò che non conosceva la patologia “videodipendenza” gli distesi sulla sua scrivania chili di documenti e articoli e gli mostrati anche un articolo del settimanale “Salute” di Repubblica uscito proprio in quella giornata, con un articolo sulla videodipendenza e l’allarme lanciato dagli psicologi italiani.
Alla fine il dirigente mi guardò e disse: «Ok, mi ha convinto. Non sapevo esistesse questo problema. Quindi le chiedo una cortesia: faccia una piccola modifica al suo statuto e usi la parola “sindrome” davanti alle patologie correlate alla videodipendenza. A quel punto le approvo l’iscrizione».

In realtà mi occupavo di questo nuovo rischio alla salute dal 1996 e a quell’epoca mi consideravano un marziano quando parlavo di queste cose. E nel 2007, quando fondai Netdipendenza Onlus, ancora c’era tanta gente che ignorava completamente il pericolo.

Oggi, mentre scrivo queste righe, le cose sono cambiate. Vent’anni dopo a tutti è chiaro l’incantesimo degli schermi che sta divorando la salute e l’energia psichica delle persone. La Onlus, di cui sono presidente fin dalla fondazione, ha organizzato e promosso tanti eventi, ricerche, convegni, seminari, corsi, spettacoli, e ho in mente di organizzare qualcosa che abbia un respiro ancora più ampio. Qualcosa in grande, insomma.

La creatività non mi manca e neppure l’energia. Spero di riuscirci e raccogliere i fondi necessari. Una curiosità che non ho svelato mai a nessuno finora: il logo che vedete in alto è stato disegnato dalla mia amica Marcella Fusco su mia indicazione sommaria rispetto ai simboli che volevo inserire. Ci sono persone che corrono lungo le rive di un lago e una barca a vela all’orizzonte. Sono sempre stato convinto che per prevenire il rischio videodipendenze bisogna muovere il corpo e tenere sveglia la mente. Correre, fare sport, stare insieme agli altri, e inseguire la propria anima, simboleggiata dalla vela sulle rive calme delle acque di un lago.

Lo slogan fin dall’inizio è stato: “Muoversi fuori dagli schermi”.
Prova anche tu: spegni il tuo schermo fisso o mobile e inizia a correre e respirare…

Se vuoi approfondire l’attività di Netdipendenza Onlus
puoi visitare il sito ufficiale.