IL MIO LAVORO DI GIORNALISTA

A 14 anni decisi  che nella mia vita volevo fare lo scrittore. I miei genitori erano persone semplici e di poca cultura e vivevo in un quartiere a forte densità criminale nella periferia di Napoli, per cui mi scontrai presto con la difficoltà di coniugare sogno e realtà. La mia famiglia mi sconsigliò fortemente di iscrivermi al liceo classico o scientifico, dove avrei potuto studiare i fondamenti della lingua italiana (scritta e parlata, incluso il latino) e dovetti scegliere il percorso professionale della Scuola Alberghiera, che avrebbe potuto assicurarmi un lavoro nel breve periodo.

Ma il mio sogno non era morto. A 16 anni fondai il giornalino di quartiere “L’appuntamento” che scrivevo e impaginavo in modo artigianale insieme a un paio dil amici. A 19  anni mi finsi giornalista di un’importante testata locale (Il Giornale di Napoli) e con faccia tosta chiesi un’intervista al presidente di una grande azienda di trasporto pubblico
che in quel periodo attraversava un grave crisi (lo avevo letto su un manifesto).
Il presidente mi chiese notizie del giornalista Filiberto Passananti (che lui conosceva bene) ed io –  non sapendo chi fosse – dissi che stava bene e gli raccomandai i suoi saluti. Quel nome però lo memorizzai e alla fine andai presso la redazione del Giornale di Napoli e chiesi di parlare con Filiberto Passananti, a cui spiegai cosa avevo fatto e gli consegnai un articolo, aggiungendo che volevo fare il giornalista a tutti i costi.

Lui mi rimproverò, poiché mi ero finto giornalista e avevo usato il nome del suo giornale, e mi disse che non avrebbe mai pubblicato l’articolo che gli avevo consegnato. Ma poi, forse colpito dalla mia intraprendenza, aggiunse che potevo tornare la settimana successiva e mi avrebbe assegnato una ricerca per un possibile articolo.
La settimana seguente andai da lui, ma non mi affidò nessun incarico. E anche la settimana successiva, e quella seguente ancora, per circa due mesi. Alla fine, notando che non mollavo, mi disse che recarmi presso la redazione del settimanale Napoli Oggi, diretto dal Orazio Mazzoni (ex direttore del quotidiano Il Mattino), perché cercavano collaboratori.

In quel momento iniziai la mia carriera usando la macchina da scrivere. A 22 anni completai il tirocinio previsto dall’ordinamento di categoria e nel 1988 fu approvata la mia pratica  per l’iscrizione all’Ordine Nazionale del Giornalisti (albo Pubblicisti). Nel 20o8 invece ho superato l’esame per l’iscrizione all’Albo Professionisti (tessera  n° 072188

Di seguito trovi l’elenco dei giornali per cui ho lavorato.

P.s. – dopo 25 anni Filiberto Passananti mi ha cercato su Facebook, complimentandosi per la mia carriera giornalistica. Fu per me una forte emozione.

Il percorso professionale dal 1986 ad oggi

Nel 1986 inizio ad occuparmi di giornalismo investigativo. Le prime inchieste le firmo per il settimanale Napoli Oggi e riguardano il traffico di sangue umano, la malasanità, la criminalità organizzata (Camorra), i rifiuti tossici e gli affari dei clan. Ma sono solo alcuni dei temi di cui mi sono occupato.

Nel1988 inizio a scrivere  per il mensile La Voce della Campania diretto da Andrea Cinquegrani (storico periodico di giornalismo investigativo, diretto anche dal giornalista Michele Santoro), realizzando inchieste sulla criminalità organizzata e la malasanità, fino al 1990. In quel periodo collaboro anche con il settimanale economico Capitale Sud e il quotidiano Il Roma, occupandomi di cultura (mi diede tra l’altro l’opportunità di intervistare il premio Nobel della letteratura, Gabriel Garcia Marquez)

Nel 1990 inizio la collaborazione con il settimanale economico Il Mondo (Rizzoli), firmando servizi su temi finanziari e inchieste sull’ecomafia. Ho imparato molti segreti del mestiere di giornalista durante i quattro anni trascorsi nelle redazione romana, grazie agli insegnamenti di Orazio Carabini (poi diventato capo della redazione romana Il Sole 24 Ore, vicedirettore del settimanale l’Espresso e oggi capo della comunicazione di Ferrovie Italiane).
In quella redazione un altro collega giornalistaera, Sergio Rizzo (autore del libro ‘La Casta’ e oggi al Corriere della Sera) mi insegnò importanti trucchi del mestiere.

Nel 1991 fondai l’agenzia di giornalismo investigativo “Watch Dog News“, insieme con il parlamentare verde Alfonso Pecoraro Scanio. Realizzavo inchieste sui patrimoni finanziari dei politici della Prima Repubblica.

Nel 1992 ho pubblicato il libro inchiesta “L’Accordo” (edizioni Publiprint) che raccontava una storia di malaffare tra l’ex ministro del Bilancio, Paolo Cirino Pomicino, e l’industriale agroalimentare Franco Ambrosio, a capo della Italgrani. Tutto quello che scrissi in quel libro infastidì molto il ministro e l’industriale, e negli successivi Franco Ambrosio fu arrestato con varie accuse.

Sempre nel 1992 iniziai la collaborazione con il settimanale L’Europeo (Rizzoli), firmando numerose inchieste su lobby e finanza e collaboravo alla rubrica “La tua salute”. Arrivare a scrivere per L’Europeo era la realizzazione di un mio sogno (a 26 anni). Infatti durante l’adolescenza leggevo a conservavo le copie dell’Europeo (all’epoca diretto da Lanfranco Vaccari), in cui scriveva anche Oriana Fallaci, che consideravo un modello di giornalismo.

Nel 1994 un collega dell’Europeo, Gabriele Paci, diventò capo della redazione romana del quotidiano La Voce di Montanelli e mi propone l’assunzione come cronista di giudiziaria. Fui dunque uno degli ultimi giornalisti assunti  da Indro Montanelli, maestro del giornalismo italiano, che ho conosciuto personalmente durante le sue visite presso la redazione romana de “La Voce”. Gli avevano riferito che ero il più “tecnologico” della redazione
(avevo due computer sulla scrivania, tra cui il mio Mac) e mi chiedeva spesso di trascrivere in formato digitale  i suoi editoriali scritti a penna, poiché a causa dell’età avanzata non portava con sé a Roma la sua mitica macchina da scrivere Lettera 22.

Nel 1993 inizio a collaborare per il settimanale inglese The Europeanscrivendo inchieste sul traffico di rifiuti tossici radioattivi. Nello stesso periodo collaboro con il mensile Esoterica, diretto da Alessandro Staiti.

Nel 1994 fondo poi la casa editrice New Age Communication srl e il mensile di salute & benessere New Age Appuntamenti, approfondendo la meditazione e le numerose tecniche olistiche.

Nel 1995 sono socio fondatore del quotidiano La Verità diretto dal giornalista Giorgio Gradogna con l’incarico di curare istant book su temi di salute & benessere.

Dal 1997 al 1999 sono consulente del Gruppo Macro Edizioni e progetto il catalogo di vendita libri “Macrolibrarsi”, oggi leader in Internet nel settore olistico (è l’Amazon italiana nel settore salute e benessere naturale):

Nel 2000 pubblico i libri inchiesta “Netdipendenza” e “Il Grande Cartello” (viaggio nella mafia finanziaria delle compagnie assicurative)

Nel 2001 sono redattore dell’agenzia di stampa Il Velino e mi occupa di sanità e ambiente.

Nel 2002 fondo l’agenzia d’informazione Netdipendenza.it (tecnostress e videodipendenze) e divento corrispondente da Roma per il quotidiano La Grande Provincia, occupandomi di Cooperazione allo sviluppo e attività del parlamento europeo.

Nel 2007 fondo Netdipendenza Onlus, di cui sono presidente, e pubblico il libro “Tecnostress in azienda”
la prima inchiesta sulla nuova malattia professionale. Inizio a tenere corsi di formazione per la prevenzione del tecnostress in azienda e partecipo a convegni e forum di Information and Communication Technology.Nel periodo 2003-2007 mi dedica ai corsi di formazione tecnostress e dirigo Netdipendenza.it

Nel 2009 sono direttore del mensile Anfos News (salute e sicurezza sul lavoro) e nel 2010 sono direttore di Quotidiano Sicurezza, incarico che ricopro fino ad aprile 2011.

Nel 2012 inizio a collaborare con il quotidiano Punto Sicuro sui temi della sicurezza sul lavoro.

Nel 2014 fondo il giornale AloeTerapia.it

Attualmente collaboro con Il Fatto Quotidiano. Tengo regolarmente corsi di formazione aziendale sui temi del benessere e prevenzione del TecnoStress ai sensi del T.U 81/2008.

Nel 2016 ho assunto l’incarico di direttore responsabile della rivista di formazione & comunicazione Mentalitù Vincente Magazine, che racconta e spiega il Mindest (mentalità) degli uomini di successo in ogni ambito e categoria. L”editore è Stefano Santori, formatore, uno dei migliori esperti di PNL e tecniche di comunicazione, primo mindset coach in Italia e mio vecchio amico.

Dal 2017 sono direttore di AVATARA, la mia rivista di studi teosofici applicati alla Nuova Era Digitale.
La puoi trovare QUI.