La rivoluzione politica e pedagogica di Patrizia Scanu con il Movimento Roosevelt

Come sapete, sul mio blog mi occupo di libri, cultura, conoscenza exoterica (ben visibile a tutti) ed esoterica (visibile ai pochi). Nell’antica Grecia la conoscenza e la politica erano connesse. I più grandi filosofi facevano politica. La vera Politica con la P maiuscola, ossia l’arte di governare la Polis, dovrebbe infatti essere prerogativa di uomini di conoscenza, anime sagge, filosofi dello spirito e della materia, poiché l’equilibrio tra mente e cuore può manifestare nella Polis un ulteriore equilibrio: quello tra libertà e giustizia sociale. Se infatti domina troppo  la mente, allora la libertà può diventare – come è oggi – neoliberismo. E ogni cosa diventa merce. I soggetti della Polis sono infatti attualmente considerati solo nella loro funzione di consumatori, carne da macello nelle macchine trita-diritti, numeri e bestie da offrire al dio Mercato. Se poi il delirio di controllo mentale domina a livello globale, allora si rafforzano le moderne dittature finanziarie. La luce del cuore, invece, porta equilibrio in ogni cosa. Saggezza e conoscenza possono favorire la diffusione di diritti sociali a vantaggio di tutta la comunità, cioè la Polis.

Patrizia Scanu è una donna rivoluzionaria. Coniuga cuore e mente. Conoscenza e politica. In termini letterari, potrei dire che è la reincarnazione di una vestale greca, custode del Fuoco Sacro della Conoscenza, che arde ancora nel suo cuore e nell’impegno odierno di insegnante, psicologa, scrittrice, paladina dei diritti umani e appassionata di arti olistiche. Questa intervista nasce dalla sua scelta di candidarsi alla Segreteria Generale del Movimento Roosevelt, di cui è ispiratore e presidente Gioele Magaldi, un altro rivoluzionario dei tempi moderni. Patrizia ha ricevuto il mio sostegno elettorale, ed anche il mio supporto web-comunicativo, poiché in qualità di socio del Movimento Roosevelt (MR) ritengo che sia la persona giusta al momento giusto. Ecco un breve colloquio che ho avuto con lei.

Chi è Patrizia Scanu? Come ti descrivi?

«Domanda difficile…Ho raggiunto un’età in cui si scopre di essere tante cose diverse e nessuna in modo esclusivo. Sono innanzitutto una donna e ne sono davvero felice, poi sono moglie, madre, insegnante, psicologa, ricercatrice nei territori di confine fra le discipline, fra scienza e spiritualità, fra vita e morte. In più mi occupo di politica. Amo la conoscenza a 360 gradi, amo ascoltare le persone e amo il silenzio nella natura. Però la mia vita è un turbine di impegni e di iniziative e ha ritmi molto intensi. Se dovessi descrivere con due parole l’essenziale di me, direi che la molla profonda della mia attività vulcanica è un irrefrenabile impulso riparatore. Mi piace aggiustare ciò che è guasto, riparare ciò che non funziona o ricostruire ciò che è distrutto. A tutti i livelli, dagli oggetti di casa fino all’impegno sociale a difesa dei diritti. Solo che non riesco mai a smettere! Per chi mi è vicino, starmi dietro è assai faticoso…»

Come sei arrivata a occuparti di psicologia? Quale spinta interiore ti ha messo su questo sentiero?

«Alla psicologia sono arrivata attraverso un percorso personale. Dopo il liceo classico, mi sono laureata prima in Filosofia, poi in Lettere classiche (sempre lavorando; mi sono mantenuta da sola agli studi). Assecondando una mia inclinazione terapeutica (pensa che fino all’ultimo ero convinta che mi sarei iscritta a Medicina), ho sperimentato su di me con enorme curiosità e meraviglia i Rimedi floreali del dottor Bach, poi li ho studiati al Bach Centre, in Inghilterra, diventando consulente iscritta al Registro internazionale. Sentendo però di aver bisogno di sviluppare meglio le doti di ascolto e di consulenza, ho seguito per tre anni (+ uno facoltativo) un percorso di formazione esperienziale in Gestalt Counselling che mi ha dato moltissimo, perché mi ha insegnato a stare in contatto con le mie emozioni e sensazioni e ad essere presente nel qui ed ora della relazione, sviluppando le doti empatiche che tutti abbiamo. L’entusiasmo per questa conquista professionale, che mi serve moltissimo anche a scuola, mi ha spinta a laurearmi in Psicologia clinica. Ho dato i 52 esami a raffica, e in 4 anni mi sono laureata. Così ora faccio sia l’insegnante che la psicologa libera professionista, entrambe con vera passione».

So che hai interessi anche per l’esoterismo, l’astrologia, la ricerca spirituale. Raccontaci in breve, e fin dove puoi, il lato nascosto di Patrizia.

«Sei curioso, vedo. L’astrologia mi affascina proprio in quanto psicologa, come ha affascinato grandi intelletti prima di me, come Giordano Bruno, Tommaso Campanella e Isaac Newton. Contrariamente a quello che molte persone pensano, basandosi sugli inutili oroscopi pubblicati dalle riviste, l’astrologia è un sapere razionale e rigoroso, benché complesso e impegnativo, e consente di comprendere a  fondo l’animo umano, attraverso simboli e archetipi. Non è strano che mi interessino la conoscenza e il mondo spirituale in genere, visto che sono un Sagittario con ascendente Scorpione e Nettuno all’ascendente. Per me un sapere che ignori la tridimensionalità umana di corpo, mente e spirito è monco e malato. Per questo mi sento a mio agio nelle grandi sintesi filosofiche e nella trasversalità della conoscenza, ma anche nella manualità tecnica e nella dimensione corporea e organizzativa della vita (per gli appassionati, Giove in Toro in sesta casa trigono ad uno stellium di Luna, Plutone, Marte e Urano congiunti in Vergine in decima e in aspetto con tutti i pianeti del tema). Ho la fortuna di avere un’acuta e provvidenziale intuizione, che ha salvato più volte me e i miei cari da gravi pericoli e che mi fa incontrare ad ogni passo persone dotate di straordinarie doti psichiche. Le ho studiate con curiosità scientifica. E soprattutto, ho scoperto che le persone parlano volentieri con me della morte. Così ne ho fatto uno dei miei principali interessi. Mi occupo infatti di esperienze di pre-morte e di lutto da diversi anni: inoltre sono stata relatrice ai Congressi internazionali di Death Studies organizzati dall’Università di Padova nel 2012 e nel 2014, e al Congresso di San Marino nel 2012. Su questo argomento ho pubblicato anche una breve ricerca dal titolo “Esperienze di pre-morte (NDE) e medianità: analisi psicologica di un cambiamento”».

Pedagogia, insegnamento: due pilastri della tua vita? Quali intenti ti hanno spinto a insegnare ed educare non solo nella scuola?

«Portare agli altri la conoscenza è una delle vocazioni del Sagittario. Pensa che davo lezioni già al liceo (allora, di greco e latino)! Dicono che chi non sa qualcosa, lo insegna. Ed è verissimo! Ci vuole una grande presunzione per poter insegnare (ora me ne rendo conto), ma è così che si comincia ad imparare. Non sai quanto si impari insegnando, anzi, in un certo senso, si sa solo quello che si insegna. Quando sei costretto a farti capire, devi sforzarti prima di capire tu. Così scopri quanto sia immensa la tua ignoranza e impari a mettere da parte ogni presunzione. Ho iniziato ad insegnare prima della laurea e non ho mai smesso. Ho insegnato a scuola filosofia e storia, lettere, latino, greco, pedagogia ed ora scienze umane, ovvero psicologia, sociologia, antropologia culturale, etologia, statistica e metodologia della ricerca. Non credo che ci sia un mestiere più straordinario, benché logorante e faticoso. Vedi crescere sotto i tuoi occhi, giorno dopo giorno, anno dopo anno, la mente e l’anima dei tuoi allievi. Per me, che in fondo mi sento un po’ guerriera, insegnare è combattere una strenua battaglia contro l’ignoranza: la mia, intanto, e poi quella dei miei giovani pupilli. E quando vedo accendersi il lume della consapevolezza nei loro occhi… beh, credo non ci sia soddisfazione più grande. È impagabile!
La conoscenza per me è il bene e il potere più grande. Come diceva Socrate, nella testimonianza di Platone, “una vita senza farsi domande non è degna di essere vissuta”. Mi ci riconosco abbastanza. Per questo do valore alla vocazione pedagogica del MR. Qualunque cambiamento a livello politico e sociale passa attraverso un cambiamento di livello della coscienza, perché la realtà che viviamo rispecchia i nostri pensieri e le nostre aspettative. Ne sono profondamente convinta. Nessuno schiavo è più impotente di chi si sente schiavo nell’animo. E anche se Marx non sarebbe d’accordo, perfino i sistemi economici rispecchiano uno stato globale della coscienza».

Dalla scuola al Movimento Roosevelt, che ha nella pedagogia politica e culturale uno dei suoi pilastri? Come ci sei arrivata?

«La mia attività politica è iniziata molto presto… pensa che a 12 anni scrivevo ai giornali lettere infuocate contro la discriminazione dei disabili a scuola, contro la vivisezione e l’apartheid in Sudafrica (e venivano pure pubblicate!). Negli anni, mi sono trovata spesso a scrivere e a divulgare in pubblico concetti complessi (in base al mio livello di comprensione, naturalmente…). Ma il momento di maggiore impegno è stato nel 2008 la mobilitazione contro la legge Gelmini, che tagliava brutalmente del 20% il bilancio della scuola e in 8 minuti di Consiglio dei Ministri, senza discussione parlamentare, distruggeva la scuola della Costituzione in Italia. Molti genitori non capivano che cosa stesse succedendo e allora misi su in una sera un Comitato genitori (di cui fui eletta presidente) che riunì per mesi e mesi centinaia di genitori e insegnanti, ai quali, semplicemente leggevo e illustravo con le slides il testo della legge. La mobilitazione fu molto intensa, continua, con iniziative di ogni genere: articoli ogni settimana sui giornali locali, raccolte di firme, sito dedicato, volantinaggio, scuole aperte, serate informative, colloqui con i politici provinciali e regionali, coordinamento con altri comitati spontanei in tutta Italia, fino ad arrivare nel 2009 ad una riuscitissima manifestazione di piazza, che portò 2000 persone sotto l’ufficio del Sindaco e ottenne un Consiglio comunale aperto (il primo della storia repubblicana) sui tagli alla scuola, con centinaia di partecipanti e grande coinvolgimento. Durante la campagna elettorale per il Comune nel 2009, i 7 candidati alla carica di Sindaco furono costretti dal nostro Comitato a confrontarsi pubblicamente con la cittadinanza sul tempo pieno e sulle politiche scolastiche. La mailing list fu attiva fino a tre anni fa. Anche se nulla cambiò nei fatti,  data la ferrea volontà distruttiva di quella legge, non avrei potuto guardare in faccia i miei figli se non avessi fatto il possibile per reagire.
Al Movimento Roosevelt  sono arrivata proprio attraverso il tema della scuola, partecipando con una relazione al convegno “Le forme della democrazia”. Ma la spinta mi è venuta dalla lettura del libro di Gioele Magaldi “Massoni: società a responsabilità illimitata. Fu una vera rivelazione. Pur avendo studiato storia, solo leggendo quel libro vidi molti tasselli andare a posto e cominciai a capire che cosa fosse successo davvero nel mondo negli ultimi decenni.»

Perché hai deciso di candidarti alla Segreteria generale del Movimento Roosevelt?

«Questa è la domanda più difficile di tutte. Mi è stato chiesto da alcuni soci del MR e inizialmente ho risposto di no, perché di impegni ne ho già tanti e mi sembrava troppo gravoso assumermi anche questo. Ma alla fine mi hanno convinta l’entusiasmo che mi hanno mostrato gli amici rooseveltiani e la constatazione che il momento storico che viviamo richiede il massimo sforzo da parte di tutte le persone non soddisfatte del clima pesante e post-democratico che ci opprime. Se non si impegna chi ha maturato qualche consapevolezza, chi lo deve fare? Generare disgusto e disaffezione verso la politica per indebolire la democrazia era uno degli obiettivi del gruppo oligarchico che nel 1975 produsse The crisis of democracy, scritto da Michel Crozier, Samuel P. Huntington, e Joji Watanuki per la Trilateral Commission e che potremmo definire come il manuale per la transizione dalla democrazia all’oligarchia tecnocratica. Bisogna assolutamente invertire la rotta. E poi mi piacciono le sfide, specie quelle impossibili… Ma se verrò eletta, avrò da fare moltissimo, e un po’ di apprensione – ti confesso – ce l’ho. Però l’aria sta cambiando, come penso ti sia accorto anche tu. Sta finendo un mondo, anche se le transizioni non sono mai indolori. Occorrerà il contributo di tutti, ed io ho deciso di non tirarmi indietro, proprio in quanto donna. C’è bisogno di un riequilibrio fra maschile e femminile».

Puoi descrivermi in breve i tuoi obiettivi? Cosa vuoi raggiungere attraverso il MR?

«Il Movimento Roosevelt è un metapartito, ovvero un soggetto politico del tutto originale, nel quale si confrontano e dialogano laicamente persone di ogni credo religioso e politico, accomunate dalla convinzione che le etichette di destra, sinistra e centro siano ormai sorpassate dagli eventi. Quello che conta è la comune visione progressista della società, fondata sulla democrazia sostanziale, sulla Costituzione del ’48, deturpata da successive e indebite cessioni di sovranità a danno del popolo, sui diritti civili e sociali, sulla partecipazione popolare e sulla valorizzazione delle ricchezze culturali, ambientali, produttive di questo meraviglioso Paese. La linea di demarcazione passa ormai fra chi difende la democrazia e i diritti e chi ci ha imposto questo modello economico predatorio neoliberista, di stampo feudale, che drena continuamente ricchezza dai poveri ai ricchi. Perciò mi sono impegnata a favorire il dialogo, a cui ci hanno disabituati la prevaricazione cialtrona e l’insulto sguaiato di vent’anni di mala politica; a sviluppare nel MR la formazione degli iscritti; a diffondere, in forma divulgativa, la conoscenza sulla realtà economica e politica, camuffata quotidianamente dai media asserviti; a riorganizzare il MR e a radicarlo a livello territoriale; a dialogare con altri soggetti politici orientati allo stesso fine di superare questa fase storica e di istituire una Terza Repubblica, si spera migliore della seconda, caratterizzata dal tradimento eversivo della Casta. Benché il MR sia un laboratorio di idee politiche e di iniziative sociali, contribuirà, con le sue proposte e con alcuni iscritti, a costituire con altri soggetti un partito nuovo, di cui ora si sente il bisogno. Cominceremo a parlarne il 14 luglio 2018 a Roma, in occasione dell’elezione del Segretario generale, carica a cui concorro insieme al candidato Paolo Mosca».

In tre parole il tuo rapporto con Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt.

«In tre parole? Amicizia, stima e condivisione degli obiettivi. Abbiamo in comune il retroterra classico e storico-filosofico e l’ethos democratico, nonché il carattere battagliero. Diciamo che, pur nella differenza di personalità e di esperienze di vita, abbiamo entrambi un forte senso della verità e della giustizia. Mauro Scardovelli, con il quale ho conversato qualche giorno fa, lo ha definito “un uomo retto”, e credo che abbia ragione. Capita di rado di incontrare persone così sinceramente democratiche e disinteressate, oltre che intellettualmente lucide. D’altra parte, se così non fosse non sarei nel MR».

DIDASCALIA FOTO: Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt. 

So che stai scrivendo un libro. Di cosa parla?

«Preferisco aspettare a dare i dettagli, perché ho iniziato da poco. Diciamo che rientrerà a pieno titolo nella vocazione pedagogica del MR e parlerà a tutti, in un linguaggio divulgativo. Sarà il primo di una serie. La comunicazione divulgativa sarà uno dei miei principali obiettivi nel MR, se sarò eletta».

Come si può vincere il “piano nero” del neoliberismo che toglie diritti, serenità, benessere e futuro ai tanti a favore di pochi?

«Il primo passo è la conoscenza. La gente è stata narcotizzata da decenni di informazione di regime, pilotata per nascondere quello che conta e per mostrare quello che fa comodo a chi tiene in mano il potere reale. Le battaglie più importanti si giocano sull’informazione e sulla scuola. Non è un caso che proprio su questi due ambiti si siano accaniti i poteri sovranazionali e oligarchici che hanno pianificato l’asservimento dell’Italia. Il fatto che in Europa si continui a presentare le cosiddette fake news come una priorità politica, dopo decenni di mostruose menzogne raccontate dai vertici istituzionali nazionali ed europei,  la dice lunga sul nervosismo di chi teme un’informazione libera e critica. La scuola è stata impoverita, snaturata e ridotta a centro di formazione per il mondo del lavoro, priva ormai quasi del tutto del potere emancipante che il sapere dovrebbe avere in base alla Costituzione. Quindi la cancellazione della Buona Scuola e delle riforme neoliberiste diventa una priorità assoluta.
Ma poi bisogna rendersi conto che il potere esercitato abusivamente su di noi per tanto tempo si regge sulla paura. Bisogna smettere di avere paura, per non farsi manipolare ogni giorno. Dobbiamo renderci conto, ciascuno di noi e tutti insieme, che chi ci ha ridotti così ha potere solo perché noi glielo abbiamo permesso. Dobbiamo smettere di credere alle bugie depressive che ci hanno raccontato. Non siamo condannati alla precarietà, alla povertà, alla svendita dei nostri beni più preziosi, alla corruzione, alle mafie, alla crisi perpetua. L’Italia è una terra benedetta dalla natura, dal clima e dalla storia. Arrivò ad essere nel 1991 la quarta potenza industriale del mondo e poteva diventare la seconda economia europea. E’ stata svenduta per ragioni inconfessabili da una classe politica ed economica che meriterebbe un processo per alto tradimento per la sofferenza e il dolore che ha prodotto consapevolmente e intenzionalmente, come spiega con cognizione di causa Gioele Magaldi nel suo libro Massoni.
Non c’è nulla di cui avere paura. Ci serve invece alimentare la speranza e riprenderci ciò che ci è stato rubato. Ma questa è responsabilità di ciascuno di noi, per quello che può fare. Nel Movimento Roosevelt vorrei un concentrato di persone piene di idee e di voglia di futuro e tanti, tanti giovani. E ti ringrazio per lo spazio che mi stai dando nel tuo Blog, perché questo è un appello rivolto a tutti, ma proprio tutti i cittadini italiani che vogliono sentirsi orgogliosi del loro Paese. Più numerosi saremo, più sarà realizzabile il progetto di riprendersi la democrazia».

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NOTE FINALI – Per chi vuole saperne di più ecco il link al sito MR, al gruppo FB MR Italia, che ha al momento oltre 117 mila iscritti, l’elenco degli articoli di Patrizia Scanu per il Blog MR e il suo indirizzo email: patrizia.scanu@movimentoroosevelt.com

Per i Soci del Movimento Roosevelt in regola con le quote ricordiamo che è possibile votare il nuovo Segretario Generale nell’Assemblea MR che si terrà il 14 luglio 2018 a Roma. Chi non può essere presente può compilare una Delega (la trovi QUI), firmarla e spedirla all’indirizzo di Patrizia Scanu.

 

Enzo Di Frenna
 

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